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Rock & Football: quando la passione per il rock incontra il calcio

today16 Aprile 2025 4

Sfondo

Nella seconda metà del secolo scorso sognare, in Inghilterra, non era una cosa semplicissima. Le politiche economiche stringenti, le fabbriche e la pioggia inglese, i pub e la musica rock. Probabilmente esistevano solamente tre grandi aspirazioni, vendute in stock ai ragazzi britannici, nel grigiore della perfida albione tatcheriana degli anni ottanta (non che prima si stesse meglio): diventare un volto televisivo, calciare un pallone nello stadio della propria squadra del cuore oppure… presentarsi da rockstar sotto il proprio settore! Immaginate la piccola stanza, di una piccola casa, di un grande quartiere operaio di Manchester o, di Londra o, di qualsiasi sobborgo da Dover a Dunnet Head passando per Liverpool. Un letto, una piccola scrivania e le pareti tappezzate di poster, da un lato il football, materia sacra in Inghilterra, dall’altro la musica, il punk, la new wave, il britpop, insomma ogni declinazione del rock. Due passioni che si fondono alla perfezione. La musica e il football, impersonate nella loro unione da molti volti del panorama musicale inglese.

Hello Manchester

Famosa la passione dei fratelli Gallagher per il Manchester City, cresciuti a Longsight, non proprio la Beverly Hills della magna castra. La scuola non è mai stato il loro forte ma, oltre la musica, soprattutto per Noel, più precoce e roadie degli Inspiral Carpets, c’era un solo luogo di culto: il Maine Road. Prendete la vostra copia di Definitely Maybe, aguzzate la vista. Quello che state vedendo è il salotto dell’allora abitazione di Bonehead. Fra i vari riferimenti, partendo dal frame de “Il buono, il brutto e il cattivo” di Sergio Leone in tv, passando per il posacenere con la bottiglia di vino sul pavimento a richiamare Cigarettes and Alcohol, fino ad arrivare a due dettagli quasi impercettibili se non per i più attenti: le foto di Rodney Marsh del Manchester City e di George Best del Manchester United. Il quinto beatle non fu inserito solo per par condicio (il padrone di casa è uno sfegatato fan dello united) ma anche perché era uno di quegli idoli che i Gallagher avevano preso come modello, in fondo, George Best amava divertirsi ed è quello che amano tuttora gli Oasis. Pensate in una band ideale composta da calciatori secondo Noel Gallagher, il centravanti di Belfast, sarebbe proprio il frontman… si sa il cantante deve essere fuori dagli schemi. Se doveste chiedere a Liam Gallagher quale sia stato il concerto più bello della sua carriera risponderebbe senza dubbio “Maine Road”, come da lui stesso dichiarato in più interviste. Se doveste chiedergli quale è stato il suo momento più rock ‘n’ roll molto probabilmente vi riporterebbe al ’94, quando su un traghetto partito alla volta dell’Olanda preso per aprire il concerto dei The Verve ad Amsterdam, visibilmente ubriaco, dopo una capatina al casinò dell’imbarcazione, decise di cimentarsi in una rissa con dei supporters del West Ham. Non proprio i tifosi più amichevoli del mondo. Conseguenze? Arresto immediato allo sbarco, notte in cella e conseguente rimpatrio celere per l’Inghilterra.

Iron… army and Maiden!

A proposito di West Ham, vi dice niente il nome di Steve Harris? Immagino di sì. Il bassista, membro fondatore degli Iron Maiden, fu vicinissimo ad una carriera da professionista nel football. Il ruolo? Ovviamente esterno… BASSO. Steve infatti, giocò nelle giovanili degli Hammers. Fortunatamente, per lui e, per milioni di fan sparsi in tutto il globo terracqueo, la sua aspirazione alla fine si rivelò un’altra e a giudicare da come sono andate le cose, probabilmente, è stato meglio così. Di fatto però non ha mai abbandonato the irons, tanto che sul suo strumento campeggia sempre lo stemma del West Ham e spesso indossa un polsino con i colori sociali della squadra.

Plant il lupo

Wolverhampton è una comune cittadina inglese, la vita scorre lenta, si guida tenendo la destra, si mangia fish and chips e ospita un comunissimo impianto sportivo (comunissimo per gli inglesi, un’utopia per molte città nostrane) il Molineux Stadium, che a sua volta ospita il Wolverhampton Wanderers FC, squadra che ai più non dirà nulla, l’ultimo trofeo risale al 1960 e se dovessimo pensare al calcio inglese non è decisamente la prima squadra a venirci in mente. La sua particolarità? Il vicepresidente, tuttora in carica, è un certo Robert Plant, fondatore e voce di quei Led Zeppelin che hanno scritto pagine indimenticabili del rock. Nemmeno il cambio di proprietà avvenuto nel 2016 lo ha sradicato dal suo seggiolino in tribuna. Robert è ancora lì, a tifare forte Wolves.

AC / DGeordies

Lo stesso destino sarebbe potuto toccare ad un altro gigante della musica rock, amante sfegatato dei magpies, meglio conosciuti come Newcastle United, sì quelli di Shearer ieri e di Tonali oggi. Brian Johnson ama il Newcastle. Agli inizi degli anni ’80, incontrò Jackie Milburn, un’autentica icona per i Geordies, secondo miglior marcatore della storia del club e molto legato a quei colori. Il centravanti propose al frontman degli AC/DC l’ingresso nel board societario, senza però potere decisionale. In pratica un investimento a fondo perduto di mezzo milione di sterline che, allora, aveva molto più valore. Risposta? “No, grazie”. L’amore resta, mezzo milione evidentemente no. Disse sì ad un cameo, nel film “Goal”, rigorosamente vestito di bianconero esulta al gol del protagonista Santiago Nunez.

“You are in my heart”

You are in my heart di Rod Stewart ad un primo ascolto, soprattutto durante le prime note, la prima parte cantata, sembra una canzone dedicata ad una donna, “I didn’t know what day it was / When you walked into the room / I said hello unnoticed / You said goodbye too soon” insomma non so in che giorno sei intrata nella mia stanza… tutto lascia pensare ad una donna. Nulla di più di sbagliato, si parla sì d’amore ma l’amore per il Celtic, squadra per la quale Rod rinnegò la tradizione famigliare (il papà era un accanito sostenitore dei Glasgow Rangers e diciamo che quel derby è abbastanza acceso). Rod dal canto suo non ha mai nascosto il suo amore per il biancoverde anzi… segue la sua squadra anche in trasferta. Quasi un hooligan a tutti gli effetti. You’re an essay in glamour / Please pardon the grammar / But you’re every schoolboy’s dream / You’re Celtic, United, but baby I’ve decided / You’re the best team I’ve ever seen! Niente male come parte finale di un brano d’amore.

Blur, Gorillaz e quel blu che non stanca mai

Cosa stavate facendo il 12 maggio del 1996? Boh. In Inghilterra erano nel pieno della “Battle of Britpop” a colpi di dischi venduti e urla delle adolescenti impazzite per i due sex symbol del momento. Parklife contro wonderwall, Damon contro Liam, Blur contro Oasis. Soprattutto Londra contro Manchester, Chelsea contro City. Un continuo dualismo pronto a toccare vette altissime, come quando Noel augurò di contrarre l’AIDS al suo rivale (non è mai andato in punta di fioretto quando c’era da esprimere un pensiero), come in occasione di una partita di calcio di beneficenza organizzata proprio per quel 12 maggio del 1996. Non fu decisamente un bello spettacolo per gli esteti dello sport ma fu decisamente un ottimo spot per gli amanti della battaglia sonora più in voga del momento, con Liam che provò più volte a provocare Damon con scarsi risultati. Perse due a zero alla fine. Slide away.

Potremmo continuare probabilmente all’infinito parlando di Ian Brown e del suo United, quello di Elton John per il suo Watford, ricordando l’amore di Sergio Pizzorno, frontman dei Kasabian, per il Leicester e, per il Genoa, passione ereditata da suo zio: Gianni.
Insomma il calcio è rock, a tutti gli effetti. W il football, w il rock.

Scritto da: RadioRock FM106.6