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Pink Floyd: ecco perché David Gilmour non vuole più suonare ‘Echoes’

today30 Ottobre 2025

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Tra i brani più amati dei Pink Floyd, ce n’è uno che David Gilmour ha scelto di non eseguire mai più. Si tratta di Echoes, una delle composizione più iconiche del gruppo. Il motivo ha a che fare con il legame instaurato con Richard Wright.

Pink Floyd: ecco perché David Gilmour non vuole più suonare ‘Echoes’

Durante la sua carriera da solista, David Gilmour ha spesso portato in tour i capolavori dei Pink Floyd, fino a tornare nel 2016 all’Anfiteatro di Pompei, lo stesso luogo dello storico concerto del 1972. In quell’occasione, però, decise di non eseguire Echoes, brano di chiusura dell’album “Meddle” (1971). Dopo la scomparsa di Richard Wright avvenuta nel 2008, Gilmour ha spiegato il perché della scelta di non eseguire più il brano: è legata alla memoria di Richard, per Gilmour riproporla oggi senza di lui non avrebbe lo stesso significato. È quindi un atto di rispetto nei confronti dell’amico: “Ho sempre visto Echoes come un duetto tra me e Richard”, ha dichiarato David, aggiungendo che “Era un momento davvero eccezionale che non si può e non si deve ripetere adesso che lui non c’è più”. Per il chitarrista, Echoes rappresenta un dialogo musicale unico e irripetibile: “C’è qualcosa di estremamente personale nel modo in cui io e Rick la suonavamo insieme. Non si può prendere un musicista, per quanto bravo, e insegnarglielo. La musica non funziona così”.

La morte di Richard Wright dei Pink Floyd

Richard Wright è morto il 15 settembre 2008 a Londra, dopo una breve battaglia con il cancro ai polmoni. Era membro fondatore dei Pink Floyd, e secondo molti anche artefice del suono della band. David Gilmour lo aveva ricordato così: “Nessuno può sostituire Richard Wright. E’ stato il mio partner musicale e amico.  Era un tipo gentile, modesto e riservato, ma la sua voce profonda e il suo modo di suonare erano vitali, e magiche componenti del nostro riconoscibile sound. Non ho mai suonato con nessuno come lui. […]   A mio giudizio tutti i più grandi momenti dei Pink Floyd sono quelli in cui lui è a pieno regime. Dopo tutto, senza “Us and Them” e “The Great Gig in the Sky”, entrambe composte da lui, cosa sarebbe stato “The Dark Side of the Moon”? Senza il suo tocco pacato l’album “Wish You Were Here” non avrebbe funzionato molto. […] lo amavo, e mi mancherà enormemente”. 

Scritto da: RadioRock FM106.6