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Nirvana: le diverse teorie sulla morte di Kurt Cobain

today9 Aprile 2025 13

Sfondo

8 aprile 1994, Seattle, il cadavere di Kurt Cobain viene trovato da Gary Smith, il resto è storia.

La teoria del complotto

Suicidio. Tutto lo lascia pensare. Nessun approfondimento. Kurt Cobain sotto effetto di stupefacenti avrebbe deciso di farla finita sparandosi un colpo di fucile, non prima però di aver lasciato ai posteri una lettera d’addio a differenza delle sue impronte sul fucile, mai rinvenute. Storia chiusa? No, assolutamente. Gli anni passano, i dubbi restano e nei dubbi si insinua la teoria del complotto. A partire dalla lettera d’addio e la doppia grafìa. Il testo struggente indirizzato a Boddah l’amico immaginario di Kurt, mette a nudo le fragilità di un uomo, ancor prima della rockstar. L’incapacità di provare emozioni, poi il saluto a Courtney Love, moglie amata e a sua figlia Frances, alla quale augura una vita felice in sua assenza.

Le lettere

La lettera, o meglio, le lettere. Non c’è solo quella d’addio, nella quale sembra evidente la presenza di una doppia grafìa ad alimentare il fuoco dei dubbi. Anche quelle recapitate nel corso degli anni all’FBI, che non si occupò del caso per giurisdizione, nelle quali vengono sollevati dubbi sulla chiusura del caso come suicidio. A gettare ulteriori ombre sul caso le rivelazioni di Tom Grant, detective privato assunto proprio da Courtney Love, il quale sosteneva addirittura che la sua cliente fosse assente da un testamento di Kurt Cobain rinvenuto da lui stesso. Anche Eldon Hoke ricoprì un ruolo nella storia, l’ex frontman dei Mentors, gruppo di Seattle, dichiarò che Courtney Love gli avesse offerto dei soldi per uccidere l’allora marito e che fosse pronto a sottoporsi alla macchina della verità per provare la veridicità delle sue dichiarazioni. Non ne ebbe mai la possibilità, morì sotto un treno una settimana più tardi… sarebbe bello poter chiedere anche a Boddah.

Scritto da: RadioRock FM106.6