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Marco Biondi ed Emilio Pappagallo: la puntata sui plagi

today20 Marzo 2023

Sfondo

 

Oggi ci siamo riservati una copiosa puntata sui tutti i più grandi plagi del mondo del rock. Come non partire dai Rolling Stones, che sono stati accusati di aver copiato  “Living in a ghost town”?
Mick Jagger e Keith Richards sono stati citati in giudizio per violazione del copyright. La causa è stata presentata lo scorso venerdì, 10 marzo, presso il tribunale federale di New Orleans.

Nei documenti depositati, il querelante Sergio Garcia Fernandez (nome d’arte Angelslang) ha affermato che il brano degli Stones è basato su due canzoni da lui scritte nel 2006 e 2007, intitolate rispettivamente “So Sorry” e “Seed of God”. Il cantautore Sergio Garcia Fernandez ha quindi affermato di aver dato un CD demo a un “parente stretto” del frontman dei Rolling Stones, e per questo motivo la band è entrata in possesso della musica.

La causa sostiene che Jagger e Richards si sono “appropriati indebitamente di molti elementi riconoscibili e protetti dal diritto d’autore” dei due brani di Garcia. Tra questi,”melodie vocali, progressioni di accordi, parti di batteria, di armonica, parti di basso, ritmo e altri elementi importanti”
sarebbe stati presi da “So Sorry”, mentre la “progressione armonica e di accordi, e la melodia” da “Seed of God”. Seed of God non si trova però nè su youtube nè su spotifym, curioso questo fatto.

 

 

Un capitolo a parte lo merita il nostrano Zucchero, che pare aver un’ossessione per Joe Cocker. Partiamo dall’ascoltare la sua Diavolo In Me. Non vi ricorda in qualche modo High Time We Went del cantautore britannico?

 

Ma Sugar Fornaciari non contento si è “ispirato” ad un brano di Joe Cocker anche per un altro suo successo. Ascoltate l’inizio di “Hitchcock Railway” di e poi l’inizio di “Per Colpa di Chi“.

 

Passiamo poi all’ex beatle George Harrison, reo di aver copiato la sua My Sweet Lord da He’s So Fine delle Chiffons. Il processo per plagio si aprì negli anni 70 e andò avanti fino al 1998, quando Harrison fu giudicato colpevole di aver “inconsciamente” plagiato la canzone dal punto di vista melodico. Dovette così versare alle Chiffons 600 mila dollari.

 

Nella storia dei plagi va necessariamente citato il caso Stairway To Heaven / Taurus. Gli Spirit hanno intentato una lunga causa ai Led Zeppelin per l’arpeggio di chitarra che sostengono sia copiato da un loro brano chiamato Taurus.

Gli Spirit, si accorsero della somiglianza tra i due arpeggi iniziali. Nel 2014 si decisero così a sottoporre la questione al tribunale di San Francisco. Cominciò quindi una lunga serie di processi, che ha visto la fine solo pochi giorni fa, quando la Nona Corte di Appello di San Francisco ha stabilito che i Led Zeppelin, pur avendo avuto accesso al brano degli Spirit, non avrebbero copiato il loro riff di chitarra.

 

Anche uno come Joe Satriani ha dovuto fare la sua bella causa, nel suo caso la fece ai Coldplay, sostenendo che loro, col brano Viva La Vida, avevano copiato una parte della melodia della sua If I Could Fly.

Il guitar hero intentò una causa e alla fine trovò un accordo con i Coldplay. Ma non era finita. Qualche mese dopo il cantante Cat Stevens disse che tutte e due le canzoni assomigliavano a Foreigner Suite, suo pezzo del 1973. Chiarì però di non essere arrabbiato, perché probabilmente si trattava di una pura coincidenza.

 

 

Altra sfida quella tra Killing Joke e i  Nirvana. I primi accusarono i secondi di aver plagiato il riff della loro Eighties, riproponendolo in una versione rallentata in Come As You Are. Sebbene i due pezzi si assomiglino molto, i Killing Joke decisero di rinunciare a qualsiasi azione legale dopo la morte di Kurt Cobain.

Chiudiamo citando altri casi storici:

Vanilla Ice usò il riff di Under Pressure dei Queen, consapevolmente e senza chiedere il permesso, per la sua Ice Baby. Per questo, dovette pagare una multa e accettare di inserire i Queen nei credits del brano.

Anche gli Oasis sono stati accusati di aver plagiato un brano. Si tratta di I’d Like to Teach the World to Sing, la canzone dei New Seekers divenuta celebre per essere stata jingle in una pubblicità della Coca-Cola degli anni 70. Proprio la Coca-Cola ha citato in giudizio gli Oasis, che dovettero modificare alcune parole della loro Shakermaker e versare ai New Seekers 500 mila dollari.

Il podcast della puntata è QUI.

 

Scritto da: RadioRock FM106.6

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