News'n'press

Marco Biondi ed Emilio Pappagallo: i brani più sconosciuti degli album più famosi

today3 Luglio 2023

Sfondo

Nella puntata di questa mattina ci siamo concentrati su brani presenti nella tracklist di pietre miliari del rock, ma che risultano per lo più sconosciuti.

Let Me Put My Love You Into You, brano da Black In Black del 1980, E’ quasi un lento!!! Alla AC/DC ovviamente.

Nel 1985, il PMRC Parents Music Resource Center ha proposto un sistema di classificazione per gli album con testi che trattano di violenza, sesso, droghe, alcol o occulto. Un grande numero di canzoni degli AC/DC avrebbe potuto soddisfare almeno alcuni di questi criteri, ma è stata scelta questa canzone che è stata inserita nella “Filthy 15”, cioè le 15 canzoni che hanno trovato più riprovevoli. Il PMRC ha ottenuto di far metteere adesivi di avviso posizionati su album con contenuti espliciti. Del resto il titolo tradotto di questa canzone recita: “Lasciami Spingere il mio Amore Dentro Te”.

In questa lista, oltre agli AC/DC; sono apparsi anche brani di Prince, Madonna, Def Leppard, Motley Cryue, Judas Priest, Black Sabbath, Twisted Sister, Venom e additittura Cindy Lauper e Sheena Easton.

On The Run dei Pink Floyd: brano scritto da  Gilmour e Waters che originariamente era nato come un esperimento fatto alla chitarra e in origine si intitolava The Travel Sequence, perchè come diceva Richard Wright, il tastierista: “fa riferimento in particolare ai viaggi aerei, che portano spesso la paura della morte.” Aggiunge Gilmour: “Avevamo appena ricevuto questo nuovo sintetizzatore, una valigetta modello EMS-1 [Synthi AKS], e nel coperchio c’era un piccolo sequencer. Stavo suonando con questo sequencer e ho trovato questo suono, che è il suono di base del brano. Roger l’ha sentito, si è avvicinato e ha iniziato a suonarci anche lui. Poi ha effettivamente inserito le note che si sentono sull’album”.

Oh Darling, dei Beatles. Su Abbey Road, l’album con una copertina iconica passata alla storia, ci sono brani come Come Together, Something, Here Comes The Sun. Sul lato B c’è un medley che racchiude molte canzoni che erano spunti non definitivi, tutti btrani da circa 1.30/2 che McCartney, affascinato dalle lunghe suite che avevano nel frattempo pubblicato gruppi come le Mothers of Invention di Frank Zappa oppure gli Who, decise di cucirle tutte insieme in quello che è diventato famoso come “Il Medley” che occupa buona parte del lato B. Ma su Abbey Road c’è anche un rock blues interpretato da McCartney che meriterebbe più attenzione, si intitola appunto Oh Darling.

Un’incredibile interpretazione di McCartney, che piaceva molto anche a Lennon e che disse: “Ho sempre pensato che l’avrei potuta cantare meglio – era più il mio stile che il suo. Ma l’aveva scritta lui, e così, al diavolo, la cantò lui”.

Con un argomento come questo, non possiamo non passare da Heroes, un album fra i più famosi al mondo e album simbolo della trilogia berlinese di Bowie. La prima facciata è formata da 5 brani cantati dal Duca Bianco, piuttosto sperimentali in alcuni casi ma comunque in un formato canzone e riconduicibile più o meno al rock di avanguardia tra cui, Beauty and The Beast.

Oppure Joe The Lion, dove alla chitarra c’è Robert Fripp. Il brano è ispirato al Krautrock tedesco. Il brano è in parte un omaggio al performer Chris Burden, famoso per essersi fatto crocifiggere a una Volkswagen nel 1974 (“Inchiodami alla mia macchina e ti dirò chi sei”) e per avere un assistente che gli ha sparato al braccio in una galleria d’arte nel 1971 (“Immagino che comprerai una pistola / La comprerai di seconda mano”).

Andiamo invece ora sulla seconda facciata, quella più sperimentale. Qui ci sono 5 brani di cui 4 totalmente strumentali e sono fra quelli che hanno ispirato molti ragazzi a formare band che ritroveremo negli anni 80, poi nei 90 , nei 2000 e fino ad oggi, band che hanno influenzato i loro generi musicali, qualsiasi fossero, con un certo tipo di elettronica derivata da album come questo e anche come il suo predecessore intitolato Low.

V-2 Schneider è un tributo di Bowie a Florian Schneider dei Kraftwerk, un artista che ha detta dello stesso Bowie, l’ha influenzato tantissimo. Il sax che si sente nel brano è suonato dallo stesso Bowie. V-2 Schneider è stato il lato B del 45 giri che vedeva Heroes sul lato A.

Il titolo V-2 Schneider fa anche riferimento al razzo V-2, il primo missile balistico che era stato sviluppato per l’esercito tedesco durante la seconda guerra mondiale e il cui progetto ha giocato un ruolo chiave anche nel programma spaziale americano.

Passiamo a Led Zeppelin IV, che si apre con: Black Dog, Rock’n’Roll, poi la traccia 4 è Stairway to Heaven, prosegue com Misti Mountain Hop per arrivare poi a Going To California. Ma la traccia 6 si intitola Four Sticks, ed è probabilmente il brano meno conosciuto dell’album. Lo dimostrano anche gli streaming di Spotify, mentre tutti gli altri brani vanno dagli 830 milioni di Stairway To Heaven ai 320 milioni di Black Dog oppure ai 220 di Rock’n’Roll, Four Sticks è fanalino di coda con soli 16 milioni di streaming. Eppure è tutt’altro che un brutto brano e rispecchia in pieno il suono dei Led Zeppelin.

Il titolo arriva dal fatto che il batterista John Bonham ha registrato il brano con due serie di due bacchette, quindi con 4 bacchette. La canzone è stata difficile da registrare e ha richiesto più sessions del solito. John Paul Jones ha suonato un sintetizzatore VCS3 sulla traccia. La canzone ha un tempo insolito, con riff in un misto di 5/8 e 6/8.

È stata identificata una sola esibizione dal vivo , a Copenaghen nel loro tour europeo del 1971 ed è conservata in alcune registrazioni bootleg.

Scritto da: RadioRock FM106.6

0%