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Marco Biondi ed Emilio Pappagallo: gli “Speed Up” di Tik Tok

today17 Aprile 2023

Sfondo

Oggi puntata incentrata sugli Speed Up di Tik Tok.

Cosa sono? Sono canzoni che di base sono malinconiche ma che diventano all’improvviso più vivaci perchè vengono velocizzate dagli utenti. Questo tipo di contenuti prolifera su TikTok, che concede una certa libertà nell’usare brani anche protetti da copyright e ha strumenti facili da usare per remixare una canzone. I brani velocizzati vanno forte sull’app assecondando una logica algoritmica.

Grazie a questo, Tik Tok è riuscito a riportare in auge il brano “Bloody Mary” di Lady Gaga del 2011. In quel caso c’era stato lo zampino della serie Netflix Mercoledì. Un utente aveva avuto l’idea di riproporre la scena del balletto sostituendo il pezzo originale proprio con la canzone a velocità accelerata in modo che andasse a tempo con i passi, cambiando di conseguenza la tonalità della voce della cantante. E così, scroll dopo scroll il brano è diventato virale facendo balzi in classifica.

Questo è un esempio eclatante, in grado di arrivare fino alla popstar in persona che ha postato la sua versione personale del balletto, con tanto di trucco ispirato, sposando questo trend con molta ironia, ma non è isolato. Hanno riscontrato successo in questo senso I’m not the only one di Sam Smith, Say it right di Nelly Furtado e molte altre fra cui anche molti brani rock che sono stati trasformati e accelerati diventando loro stessi autentici speed up. Ecco qualche esempio:

Attenzione però, occorre utilizzare le funzioni di Tik Tok per realizzare post e video e quindi anche velocizzare queste canzoni, perché se vengono velocizzate con altri software, l’algoritmo di Tik Tok lo rivela penalizzando il contenuto.

Chi recentemente ha preso tante canzoni del proprio repertorio e le ha trasformate, sono gli U2. Loro però non le hanno accelerate, ma anzi le hanno rallentate e in alcuni casi hanno anche aggiornato il testo. Il risultato ad alcuni è piaciuto mentre ad altri no. Le canzoni modificate del nuovo album Songs of Surrender sono 40, come il numero e il titolo di una loro cara e vecchia canzone che stava su WAR:

Tornando agli Speed Up di Tik Tok, il giornalista Matt Mullen su MusicRadar.com sostiene addirittura che Le canzoni velocizzate sono più brillanti, vivaci e stimolanti rispetto alle loro controparti lente. Inoltre, offrono alle persone un nuovo modo di sperimentare con i brani che conoscono e amano, ma di cui si sono annoiati.

Ascoltiamo allora ancora qualcuna di queste canzoni velocizzate più brillanti, vivaci e stimolanti, come dice lui:

Per diventare virali su Tik Tok (e non solo) oggi i brani devono avere caratteristiche ben definite. L’intro strumentale ormai è quasi inesistente: gli utenti di Tik Tok hanno finito per considerare quelle poche battute che precedono il cantato come una perdita di tempo, e a incontrare la loro preferenza sono le tracce in cui la performance vera e propria inizia subito. Ciò che rende davvero famoso un brano è il cosiddetto viral moment, il breve frammento che diventa virale sui social, e tutto il resto diventa quasi ridondante. Al momento la maggior parte delle composizioni virali sono frazionabili in frasi musicali da 10/15 secondi, ovvero la durata media di un video di Tik Tok.

Più un ritornello può essere comodamente contenuto in una breve clip (magari creando uno slogan a effetto o una melodia perfetta per un balletto), più le possibilità che venga ripreso dal popolo dei creator aumentano: come conseguenza, le canzoni più popolari tendono ad avere sempre gli stessi BPM, cioè lo stesso ritmo, lo stesso tempo, la stessa cadenza. Non sono gli artisti a scegliere di fare i brani così, anzi molti si lamentano perché vedono distrutta la loro creatività, ma sono gli utenti stessi che smontano i brani e si tengono solo quello che interessa. É chiaro che gli artisti subiscono a loro volta pressioni per realizzare brani che rispettino certe regole.

Il dilagare delle versioni Speed Up – che gli appassionati hanno identificato in un nuovo genere musicale a sé stante, il cosiddetto nightcore – ha generato una sorta di effetto-valanga sul mercato. Le playlist tematiche e i canali specializzati su Spotify, come il seguitissimo Speed Up Viral , si moltiplicano ogni giorno, e molte case discografiche si stanno addirittura attrezzando per remixare i loro cataloghi in chiave accelerata, con grandi vantaggi economici: Anziché spendere 50.000 dollari in un remix fatto da un dj superstar, con cifre relativamente basse otteniamo molto più ritorno e visibilità, ha dichiarato di recente alla rivista Billboard Nima Nasseri, dirigente di Universal a livello mondiale.

Cosa ne pensino gli artisti oggetto di tali manipolazioni sonore ancora non ci è dato di sapere, perché nessuno sembra essersi ancora espresso nettamente pro o contro, ma senz’altro il dibattito è solo agli inizi.

Il podcast della puntata:

Marco Biondi & Emilio Pappagallo – Puntata #31 (17-04-23)

 

 

Scritto da: RadioRock FM106.6

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