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Emilio Pappagallo e Marco Biondi: il riassuntone della puntata del 6 marzo

today8 Marzo 2023

Sfondo

Partiamo da una riflessione, considerando il lasso temporale che va dal 1967 al 1977. Ê incredibile come la musica una volta si evolvesse così in fretta. Da Sgt Peppers, in soli 10 anni si passò all’esplosione del Punk Rock.

Se pensiamo alla musica di 10 anni fa oggi, quindi a quella del 2013, non mi sembra così diversa da quella che si sente in giro ora. C’era Get Lucky dei Daft Punk, Mengoni vinceva Sanremo, c’erano la Amoroso e Fabri Fibra, U2 e Onerepublic, Emma, Fedez, Lady Gaga, Ligabue, Katy Perry…Insomma, oggi viviamo di usato sicuro! Perché tutto è diventato così statico e sempre uguale a se stesso?

Allarghiamo ora il tempo di ulteriori 5 anni. 1967-1981, in 15 anni siamo passati da Sgt Pepper e tutto il resto di fine anni 60 e siamo arrivati all’electro pop del 1981, passando per il Punk, la Disco Music, il Prog, l’Hard Rock, il Glam, l’elettronica dei Kraftwerk e di Bowie, i grandi cantautori italiani, eccetera eccetera eccetera. Tutta roba che oltretutto, vedevi regolarmente in classifica.

Tutto in nome di una “familiarità” che sta governando il mondo musicale. Familiartà musicale, cioè produrre brani nuovi ma che suonino come qualcosa che esiste già, che siano rassicuranti, che non spaventino gli utenti. Il contrario di quello che si è sempre fatto! E la storia del rock è piena invece di fenomeni rivoluzionari!

La vera rivoluzione in Italia, l’hanno fatta tutti i nomi nuovi esplosi negli ultimi anni, i vari cantautori tipo Gazzelle e Calcutta, il nuovo hip hop, la Trap. Il nuovo mainstream è rappresentato da tutti quei ragazzi che piano piano sono arrivati a parlare alla loro generazione e si sono poi fatti conoscere da un pubblico più ampio grazie anche al palco dell’Ariston, tipo Blanco, Madame, Mahmood, Ultimo, Mr.Rain, Tananai, Lazza, Rkomi, Achille Lauro, Dargen D’Amico ecc.

Il problema è che, nonostante i tanti nomi, musicalmente non si ha la percezione del nuovo. Tolta qualche rara eccezione, si fa musica “nuova” ricalcando sempre la stessa formula, gli stessi suoni, la stessa “familiarità” degli ultimi decenni. La cosiddetta “familiarità” sta uccidendo la musica? Sta penalizzando i nuovi talenti? “Date alla gente quello che vuole la gente, non spaventatela con cose troppo nuove”.

Ma chi sta facendo la rivoluzione nel rock?

 

Probabilmente due fra i più grandi rivoluzionari del rock e della musica in generale sono stati Dylan ed Hendrix (fra i tanti). Ma chi potrebbe essere considerato il nuovo Dylan o il nuovo Hendrix oggi?

 

Crying at the discoteque, hit degli Alcazar vede qui una sua reinterpretazione rock/post-punk con
nuance contemporanee, accompagnato da un videoclip divertente e scanzonato, volutamente ispirato al video di un altro brano cult come “Mama Lover” del trio pop russo ‘Serebro’.

Quanto è difficile farsi spazio nella giungla discografica, oggi?

Secondo Spotify, ogni giorno vengono pubblicate 70.000 canzoni, ma il 25% dei brani non viene mai ascoltato! Nonostante la distribuzione della musica sia diventata più accessibile, capire come distinguersi tra le migliaia di canzoni, aggiungendo una nuova cifra, è difficilissimo se non impossibile!

Ma un brano deve per forza proporre qualcosa di nuovo? Oppure a volte basta solo una bella canzone? Scrivere un brano in effetti può essere molto facile; scrivere una bella canzone che piaccia è ancora più difficile; scrivere una bella canzone che piaccia e che abbia successo è difficilissimo!

Una potente carrellata musicale, a margine di queste riflessioni:

 

Uno dei generi più rivoluzionari fu il Punk che nel 77 spazzò via tutto, durò poco ma gettò un seme che fiorisce ancora oggi. Dal Punk di fine anni 80 arriva Suffer, 1988 Epitaph Records.

 

Maida è un cantante, compositore, fonico e polistrumentista calabrese.

Chiudiamo il discorso con un interrogativo: il Grunge, è l’ultimo vero fenomeno musicale del Rock?

Scritto da: RadioRock FM106.6

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