Interviste

Carlo Calenda a Radio Rock: “Andrò al ballottaggio”

today11 Settembre 2021

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Radio Rock 106.6 ha dato il via ad una serie di interviste ai candidati sindaco per le elezioni comunali di Roma, per aiutare gli ascoltatori a districarsi tra i compositi programmi proposti. Primo ospite Carlo Calenda – leader di Azione, sostenuto anche da Italia Viva – che questa mattina, durante il format The Rock Show, ha risposto alle domande degli speaker Emilio Pappagallo e Boris Sollazzo.

Di seguito gli interventi del politico romano:

Ho detto che non avrei mai fatto il sindaco. Ero sicuro che ci sarebbe stata una gara a fare il sindaco di Roma e che i grandi partiti avrebbero presentato candidati importanti, tipo la Meloni contro Letta, o Gentiloni. Quello che è successo è un caso unico nella storia del Paese dove nessuno voleva fare il sindaco della Capitale. E per questo ho deciso di fare questa grande sfida amministrativa che è quella di amministrare la Capitale”. “Penso che non ci siano città ingovernabili. Credo che se lo si vuole fare, ci sono alcune cose su cui devi stare attento. Per esempio non lo puoi fare se fai alleanze con chi la città l’hai ridotta così, sarebbe un controsenso. Poi Roma è sempre stata sempre più nel gioco nazionale che per Roma stessa. Può succedere anche adesso perché i partiti diranno ‘votami perché sei di destra o di sinistra o di centro’ ma non ‘che programma hai? Oppure come hai costruito le liste?”.

 

Milano non è un modello ma ha sue peculiarità. E’ più piccola di Roma. Ogni città ha un suo modello che comunque non può essere replicato. Credo che alla fine il ballottaggio sarà tra me e Gualtieri. Nel caso non dovessi andare al ballottaggio dico semplicemente che, avendo fatto una lista civica, penso non vada bene che se non vado al ballottaggio dico ai miei a chi votare. Loro non mi appartengono, non sono come pecore. E poi non farò accordi con nessuno, né se arrivo al ballottaggio né se non ci arrivo. Non voterei quella che ha distrutto Roma, però c’è anche Michetti. È dura scegliere il peggiore.”.

 

“Lo stadio della Roma lo abbiamo indicato a Pietralata, unico posto dove si può fare velocemente. Sulla Lazio c’è la questione del Flaminio. Se voglio il Flaminio per fare lo stadio della Lazio? Ve lo do ma vi avverto che il Flaminio non può essere messo posto ed adeguato, perché è vincolato e contemporaneamente ha otto delle necropoli romane. Per questo non puoi neanche costruire intorno una sorta di rete per rialzarlo. Va piuttosto dato al Coni per centro degli sport minori. Se la Lazio si impegna fare le verifiche e mostra che è fattibile, io” da sindaco “non avrò nessun problema a darlo”. La mia prospettiva è quella dei bambini che vivono nei campi rom, perché sono le persone più indifese. Se vengono fatti entrare in un percorso normale di integrazione scolastica, bene; sennò se vengono fatti crescere tra maltrattamenti e illegalità, vanno levati e cresciuti dallo Stato, come succederebbe ai miei figli. In quel caso i loro insediamenti devono essere sgomberati ripetutamente. Porcaccio Giuda.”.

“Aderisco alla vostra campagna “vaccinarsi è rock” portata avanti dal vostro karaoke reporter Dejan Cetnikovic, che sta facendo cantare molti virologi – come Pregliasco – e che saluto, anche se lo dribblo da mesi per non dare sfoggio delle mie doti canore. Il vaccino è l’unica cosa che ci restituisce la possibilità di essere ‘rock’ e quindi di andare in giro e di fare tutto ciò di cui abbiamo voglia. Lo dobbiamo innanzitutto ai nostri ragazzi, perché hanno vissuto due anni reclusi e non è giusto che rimangano ostaggio di una minoranza che ha deciso, per conto suo, che i vaccini fanno male. Ecco, io i loro voti non li voglio.”.

Scritto da: RadioRock FM106.6

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