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Audioslave a Cuba: vent’anni fa, il rock sfidava l’embargo

today5 Maggio 2025

Sfondo

Il 6 maggio 2005 gli Audioslave suonarono a L’Avana davanti a 70.000 persone. Un live storico: prima rock band USA a Cuba dal ’59, con l’ok di Castro e Bush. Cornell e compagni abbatterono l’embargo con chitarre e voce. . Magia pura. Tanto che per la realizzazione del concerto fu necessario il permesso di due personaggi che all’epoca spostavano eccome in termine di opinione: Fidel Castro e George W. Bush, con la partecipazione del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti e dell’Instituto Cubano de la Música.

Da ‘Set It Off’ a ‘Cochise’ passando ‘Black Hole Sun’

La tracklist è un vero e proprio viaggio attraverso le sonorità della band, che ti porta ovunque lasciandoti dove ti trovi: è come assistere alla partita di una squadra che gioca insieme da una vita. A scandire il ritmo dal basso — si fa per dire, eh — la batteria di Brad Wilk; a centrocampo, il basso di Tim Commerford e la chitarra di Tom Morello; a chiudere l’azione, la voce di Chris Cornell, approdato durante il mercato del 2001 dai Soundgarden. Inutile nascondere che all’epoca, per dirla in termini calcistici, ci fu una vera e propria rivoluzione societaria con lo scioglimento dei Rage Against The Machine e la nascita dei già citati Audioslave. Il progetto impiegò qualche mese a decollare.
La scaletta di vent’anni fa parte con una sobria “Set It Off” ad aprire, come entrée; si passa ovviamente per “Like A Stone”, per arrivare in crescendo al gran finale. Chris Cornell esegue una versione acustica di “Black Hole Sun”, tornando — e portando tutti con sé — per qualche minuto al 1994. Torna prepotentemente agli Audioslave e al 2005 con “I Am The Highway”, per chiudere con “Show Me How To Live” e “Cochise”, il brano d’esordio con cui gli Audioslave si presentarono al mondo nel 2002.

Tu vuò fa l’Americano

Il 6 maggio 2005, circa 70.000 persone si radunarono presso la Tribuna Antiimperialista José Martí all’Avana per assistere a un evento musicale di portata storica: il concerto degli Audioslave. Per una sera, nonostante le complesse implicazioni politiche e culturali, il rock parlò la lingua americana anche a Cuba.

 

 

Scritto da: RadioRock FM106.6